Peggio è andata il giorno dopo per Tottenham-Milan. Più milanisti che romanisti, fra gli abbonati e i lettori, quindi ancora più clienti e minore possibilità di critica. Ricordiamo: il Tottenham è la quinta squadra inglese, è esordiente nella Champions ed è amata dagli scommettitori perché incassa valanghe di gol: 14 solo in Champions, fra cui i 5 dell’Inter e i 3 dello Young Boys. Cos’ha fatto il Milan? Zero gol in 180 minuti: la probabile campione d’Italia contro la quinta inglese. I giornali e i commentatori, tranne Mario Sconcerti che fa storia a sé, hanno fatto la gara a chi si dimentica di fare domande ed esprimere concetti. Hanno applaudito la prestazione rossonera (due tiri in porta contro, ripetiamo, la quinta squadra inglese), hanno ascoltato condiscendenti le parole terrificanti di Allegri che sosteneva di meritare la qualificazione perché i suoi complessivamente hanno giocato meglio, per poi andare su un terreno a loro ben conosciuto: ora sotto con la prossima partita. La prossima partita! Come mai non ci abbiamo pensato prima? Questi sì che sono professionisti…
Domenica si gioca con il Bari, perché il campionato è il vero obbiettivo. Ma da quando il campionato è diventato una priorità per il Milan? Non lo è mai stato tranne che nel caso dello scudetto di Sacchi (ai tempi nella massima coppa europea andavano solo i campioni nazionali). Galliani non ha mai perso l’occasione di sottolinearlo, almeno fino a quando la squadra è stata di prima fascia europea. Cioè fino a poco tempo fa. Il Milan non vince nulla dal 2007, ma pare che conti solo la prossima partita, contro il Bari. Vedrete che Ibra segnerà una doppietta e lunedì in prima pagina leggeremo di Ibracadabra.
Indiscreto: Buoni segnali in vista del Bari