vanz:
lo voglio appeso in tutte le software house/web agency
Se Lippi ci consentisse di fare una sola domanda, promettendo di non parlare né di Cassano, né di Amauri, né del suo contratto, sarebbe questa: «Scusi, Lippi, ma se detesta così tanto tutto quello che circonda la nazionale, a cominciare dai tifosi con cui non ha certo un gran feeling, perché ci è tornato?».
Alla fine l’unico mistero del Lippi 2 questo è rimasto. Le altre “cavolate” le sappiamo già tutte. Caso Amauri: lo chiamerà se gli farà comodo, infischiandosene non tanto della nazionalità conquistata tre mesi appena prima del mondiale (sarebbe italiano né più né meno di Camoranesi), quanto dell’opportunismo che si legge in una scelta del genere (e Balotelli? E Cassano? E Pazzini stesso?).
Caso Cassano: non lo chiamerà mai, sicuro. La «storia è brutta» e nessuno ce l’ha raccontata giusta. Caso contratto: andrà sicuramente alla Juventus finito il mondiale — altrimenti avrebbe smentito e basta — usando così la nazionale a bienni alterni. Due anni l’allena e vince, due anni si ferma, due anni la riallena e vediamo come finirà: se il ciclo si ripete tornerà nel 2012…
Non c’è niente da fare: il disprezzo di Lippi è più forte della cocciutaggine di chi gli chiede conto di quanto avviene nella vita stessa della nazionale.
C’è un pubblico che fischia l’Italia, ci sono tifosi che chiedono Cassano — non è mica vietato —, un presidente della Figc che ha perso il controllo totale della situazione (Lippi conta tre volte di più e lo fa pesare) e che dice che il caso contratto sarà chiarito stavolta prima della fine del mondiale. Ma per Lippi — scuola giraudiana — è già tutto chiaro: fatevi i fatti vostri e zitti.
Le nazionali italiane storicamente sono piene di muri e fortini: bisogna rassegnarsi. Ma intanto andiamo avanti a colpi di «non debbo spiegazioni a nessuno », «fischiare noi è una vergogna, che ci vadano loro a lavorare », «di queste cavolate non parlo» e pure un «lei stamani non si è lavato le orecchie».
Vuol dire che fino ai mondiali tiferemo per il rugby.
— Fabrizio Bocca, La Repubblica del 18/11/2009
Il Corriere riporta di scintille tra D’Alema e Franceschini.
La cosa divertente non sono le dichiarazioni (anzi), ma il fatto che D’Alema ha fatto la dichiarazione “in un’intervista con il blogger Diego Bianchi (Zoro)”, mentre Franceschini “ha risposto su Twitter”.
Quasi quasi riapro il blog.
— Sdoganamenti - Paolo’s Italian Weblog
Ora nel PD ci si strappa le vesti per il voto favorevole di Dorina Bianchi alla commissione sulla pillola abortiva. Imperdibile Bersan iche parla di “uso improprio della coscienza”. Pero’ nessuno che domandi a Franceschini chi abbia deciso l’ elezione della Bianchi al posto di Marino a suo tempo. Perderanno per sempre. — Massimo Mantellini, via FriendFeed
Allora, l’avvocatura della Presidenza del Consiglio fa sostanzialmente sapere a tutti noi che il Lodo Alfano deve passare. Il motivo è molto più semplice di quanto riuscite ad immaginare: se non passasse il Lodo Alfano (quello che rende impossibile perseguire le più alte cariche dello Stato per la maggior parte dei reati), il Premier Silvio Berlusconi dovrebbe dimettersi poiché indagato per una tonnellata di reati.
Il che rende vero il motivo per il quale l’onorevole Alfano ha pensato di mettere nero su bianco il suo “accordo”. Cioè poiché è vero che la tesi è vera dunque il postulato. Tutto fila liscio. Il motivo per cui il Lodo ha un senso è proprio perché il Primo Ministro in carica, se non passasse, dovrebbe dimettersi.
Che è un modo svizzero di dire che per tenerlo in carica deve essergli riconosciuta l’immunità, la domanda è: perché tenerlo in carica? Cioè, non la domanda che mi faccio io quella che dovrebbe farsi Alfano e gli altri insieme a lui. Ma che vi ricatta? Gli dovete dei soldi? Dei favori?
— Perché, perché, perché? | Sasaki Fujika Blog | © 2003-2009 | ver 4.0Sto meditando di chiudere la mia vita reale. Porta via troppo tempo ai social network. — Andrea Beggi - FriendFeed
SONO TORNATI!!!
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Outside service [strepitupido|vanz]
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Sos per Antonello da Messina -
Ovviamente guidato da Bocconi!